2.1 Pirgopolinice come maschera teatrale
Il protagonista, Pirgopolinice, rappresenta la più alta incarnazione del “miles gloriosus”: è convinto di essere amato da tutte le donne, temuto da tutti gli uomini, invincibile in battaglia. Il suo stesso nome, composto di elementi che richiamano combattimenti e distruzione, è un’iperbole caricaturale. La sua identità deriva direttamente dalla tradizione comica greca, ma Plauto lo porta all’estremo, rendendolo una parodia vivente della figura del soldato.
2.2 Le strategie comiche di Plauto
La comicità del miles si costruisce attraverso vari strumenti:
Iperboli verbali: Pirgopolinice non dice mai una frase semplice, ma racconta imprese titaniche, esagerando ogni gesto.
Autocelebrazione: si vanta continuamente, anche quando nessuno lo ascolta o quando le sue parole contrastano con la realtà evidente.
Contrasto tra parole e fatti: più Pirgopolinice si esalta, più il pubblico vede quanto sia in realtà ingenuo e manipolabile.
Smascheramento finale: l’inganno escogitato ai suoi danni rivela la fragilità del suo eroismo.
2.3 Il valore simbolico: critica al potere e alla virilità tossica
Il miles non è solo un personaggio comico: rappresenta la critica alla mascolinità ostentata, alla forza esibita senza merito, al potere fondato sulle apparenze. In una Roma che celebrava la gloria militare, Plauto si permette di ridicolizzare chi confonde il ruolo con la persona, mostrando come sia facile smascherare un’autorità arrogante quando questa manca di intelligenza.