1.1 L’epoca di Plauto e l’espansione di Roma
Il Miles Gloriosus nasce tra la fine del III e l’inizio del II secolo a.C., in un periodo in cui Roma aveva da poco vinto la seconda guerra punica e stava consolidando la sua supremazia nel Mediterraneo. L’esercito, figura dominante nella società, era spesso idealizzato come simbolo di virtù, disciplina e potere. Tuttavia, questa centralità rese la figura del militare anche un bersaglio fertile per la satira: l’abuso di status, l’arricchimento facile e la crescente distanza tra i comandanti e la popolazione comune alimentavano un terreno perfetto per la nascita del “soldato spaccone”. In questo clima culturale si inserisce l’opera plautina, che sfrutta il contesto per criticare — seppur in forma comica — l’arroganza e la vanità dei militari.
1.2 Le origini greche della commedia plautina
Il Miles Gloriosus deriva (come molte opere di Plauto) da modelli della commedia nuova greca, probabilmente da un testo oggi perduto. La commedia nuova aveva codificato un repertorio stabile di personaggi: il soldato vanaglorioso, il servo astuto, il giovane innamorato, la cortigiana intelligente, il parassita opportunista. Plauto prende questi “tipi” e li riscrive in modo più rumoroso, più scenico, più legato ai gusti popolari romani. Introduce musica, ritmi serrati, canti, giochi di parole e un umorismo corporeo e diretto che non esisteva nell’originale greco.
1.3 Il funzionamento del teatro romano e il pubblico
Le commedie venivano rappresentate durante i ludi, feste pubbliche finanziate da magistrati e destinate all’intera cittadinanza. Si trattava di un pubblico eterogeneo: schiavi, liberti, plebei, soldati, nobili. Per questo lo stile doveva essere chiaro, immediato, divertente. Plauto padroneggiava perfettamente la dinamica scenica e strutturava i suoi testi come veri e propri spettacoli musicali. Il Miles Gloriosus unisce ritmo narrativo, comicità linguistica e situazioni farsesche, rispondendo perfettamente alle esigenze di un teatro popolare.